Patmos

Signorilità nel mar Egeo

Arrivando al porto di Patmos, nel villaggio di Skala, è difficile immaginare di fronte a cosa ci si troverà effettivamente. Sono pochissimi gli elementi che rivelano l’aura mistica dell’isola e niente farebbe pensare a una destinazione di interesse religioso.

Un’isola del mar Egeo autentica, con elementi italiani, vecchie case con tetti a terrazza, quelle che qui sono definite «petalomata» e cortili ridondanti di fiori. A Skala arrivano tutti i traghetti di linea, si tratta dell’unico porto commerciale di Patmos e vale la pena visitare i resti della vecchia Acropoli e il luogo dove San Giovanni battezzò i cristiani.
Lo sviluppo attuale ha lasciato intatta l’architettura tradizionale dei due villaggi principali di Patmos, Chora e Skala, preservando così il carattere greco originale dell’isola. Questa è sicuramente una delle ragioni che rende l’isola una destinazione speciale per visitatori greci e stranieri.
Un’isola diversa dalle altre, non solo per la sua ricca storia religiosa, ma anche per il suo ambiente naturale. Il terreno è ripido, roccioso, di natura vulcanica e la cima più alta è quella del “Profeta Elia” a 269 metri s.l.m. che si trova a sud di Chora.
Patmos spesso è definita come la «Gerusalemme del Mediterraneo», perché costituisce uno dei più grandi centri religiosi della Cristianità. Un vero e proprio luogo sacro che riesce a combinare una bellezza selvaggia con l’ellenicità più autentica, ma che presenta anche elementi medievali riscontrabili nel villaggio di Chora, il più importante dell’isola: si trova ai piedi del Monastero di San Giovanni il Teologo e si estende come le radici di un albero ai piedi del monastero.
Per la maggior parte le case di Chora sono a due piani, le «sopra-e-sotto» secondo la definizione utilizzata dai più anziani. Case padronali dipinte di un bianco latteo e piccole casette a calce si abbarbicano sulle pendici della collina. Si vedono ovunque muretti bianchissimi, freschi porticati, passaggi segreti con strette scalinate, terrazze pavimentate, cortili con gerani e gelsomini, angoli smussati e un bianco accecante in un paesaggio azzurro: tutto contribuisce a creare una forte sensazione di estate.
La magia scaturisce lì dove, tra le case bianchissime, spunta inatteso l’azzurro del cielo e dell’Egeo. Un silenzio mistico si diffonde come un suono, infondendo una bellezza suggestiva e maestosa.
Questi innumerevoli vicoletti che ti conducono non sai dove costituiscono un tradizionale labirinto bianco che sfocia nelle due piazze principali: la piazza centrale di Chora, un vero e proprio balcone con vista sul mare e la piazza del Municipio dove il giovedì santo si svolge la famosa cerimonia della lavanda dei piedi.
Chora, per la sua storia, per la struttura delle costruzioni e per la sua architettura, costituisce un polo di attrazione per personalità più o meno famose. Protagonisti del mondo dell’arte e della cultura si ritrovano in ogni angolo di Chora che, come un’invisibile corrente culturale, mantengono sempre alto il livello degli eventi culturali a Patmos e arricchiscono sempre più il suo carattere così particolare e speciale. Per queste e per svariate altre ragioni, Chora è considerata uno dei centri più preziosi d’Europa.
Gli altri due centri abitati dell’isola sono Grikos e Kampos. Kampos si trova nella zona nord di Patmos, si tratta di un centro più che altro rurale, ma dispone anche di molte spiagge organizzate e di spiagge libere. Infine, Grikos, che dista circa 4,5 km da Skala, si distingue per la sua bellezza naturale selvaggia, per le spiagge pittoresche e per il grazioso molo a cui attraccano caicchi tradizionali e altre imbarcazioni.
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