Bellezze da visitare

Religione, storia, cultura

Patmos è ricca di varie bellezze, degne di essere visitate, che si potrebbero suddividere in due categorie. Prima quelle bellezze che si ricollegano all’Apocalisse, il villaggio Chora e il Monastero di San Giovanni il Teologo. È a questo lato religioso di Patmos che si collegano un po’ tutte le chiese e i monasteri dell’isola. Ma sono ugualmente importanti anche quelle bellezze che si ricollegano all’ambiente naturale. L’intensa peculiarità fisica di Patmos, con i stretti bracci di mare, i promontori, le saline, i sentieri e le spiaggette isolate offrono paesaggi incomparabili per i visitatori e gli escursionisti dell’isola.

Monastero Sacro di San Giovanni il Teologo

Monastero Sacro di San Giovanni il Teologo

L’isola di Patmos, è nota per la storia della religione sin dal I secolo per via di San Giovanni il Teologo. Il discepolo di Gesù, nel 95 d.C. si trovò sull’isola perché condannato all’esilio per due anni. Per questo Patmos, a giusta ragione, è definita la «Gerusalemme del Mediterraneo», perché è nota come l’isola in cui San Giovanni il Teologo, nella caverna di Sant’Anna, scrisse l’«Apocalisse», l’ultimo dei 27 libri del Nuovo Testamento e l’unico testo che presenti un carattere rivelatore e profetico. Il Monastero Sacro di San Giovanni il Teologo è un monastero di culto ortodosso, un centro monastico dell’Egeo, con un ininterrotto percorso storico e spirituale cominciato nove secoli fa, se si considera che fu costruito nel 1088. Sostanzialmente si tratta di un monastero, costruito però come un castello, nel villaggio principale di Chora, con mura alte 15 metri, dà la sensazione di essere una vera roccaforte, nel cui interno gli abitanti si rifugiavano per proteggersi dalle incursioni piratesche. Dalla terrazza e dai cortili è ben visibile gran parte dell’isola, il porto di Skala e il villaggio Chora in basso, creando un paesaggio pieno di volte e di cupole.

Museum and library of the Monastery

Museum and library of the Monastery

Il Monastero Sacro di San Giovanni il Teologo e la Grotta dell’Apocalisse sono stati dichiarati monumenti patrimonio dell’umanità dall’organismo delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, l’UNESCO (anno di inserimento 1999). Il Monastero di San Giovanni il Teologo, è stato il primo monumento a collaborare con il Google Art Project, grazie al quale gli utenti di internet hanno la possibilità di ammirare i più di 116 cimeli – opere d’arte in formato elettronico, con un solo click qui. Nell’endonartece del Monastero si trova un’icona di San Giovanni il Teologo che è stata donata dall’imperatore Alessio I Comneno a Cristodulo. Qui inoltre si trova anche la chiesetta dedicata alla Madonna, con affreschi che risalgono al XII secolo e una ricca biblioteca con 2000 testi e 900 codici, 13000 documenti che riguardano la storia del monastero e i primi manoscritti del suo fondatore, il Beato Cristodulo.

La Grotta Sacra dell’Apocalisse

La Grotta Sacra dell’Apocalisse

La Grotta Sacra dell’Apocalisse si trova tra i villaggi Skala e Chora, si tratta di un luogo in cui si è «manifestato Dio», e che ha fatto assegnare a Patmos il titolo di «Gerusalemme del Mediterraneo». Crea timore reverenziale in ogni visitatore, si dice che questa grotta sia il punto in cui il discepolo «prediletto» di Gesù, Giovanni, ebbe la visione che trascrisse nell’Apocalisse. La tradizione cristiana sostiene che all’interno della grotta si fosse spaccata la roccia e che da lì, da tre spaccature più piccole, che simboleggiano la Santa Trinità, fuoriusciva la voce di Dio che dettava il testo dell’Apocalisse a Giovanni. La grotta fu trasformata in luogo di culto dal fondatore del monastero di Patmos, il Beato Cristodulo. Nel 1999, la grotta è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Scuola Patmiada

Scuola Patmiada

La scuola ecclesiastica di Patmos, detta anche «Scuola Patmiada», fungeva da centro spirituale dell’isola perché si occupava dell’educazione di diverse personalità distinte della Grecia, tra cui anche Emmanuouil Xanthos, membro fondatore della «Filikì Eteria», la Società degli Amici, che contribuì al risveglio spirituale e alla rinascita della nazione greca. Si trova esattamente sopra la Grotta dell’Apocalisse e funziona ancora oggi, come scuola ecclesiastica, avendo come suo punto di forza la Roccia Sacra della Grotta dell’Apocalisse. Una grande percentuale di chi ha compiuto qui i suoi studi ecclesiastici, serve oggi nella chiesa ortodossa.

Il Monastero Sacro di Zoodochos Pigì (Fonte Donatrice di Vita)

Il Monastero Sacro di Zoodochos Pigì (Fonte Donatrice di Vita)

Il Monastero di Zoodochos Pigi si trova a Chora, oltre il punto in cui si trova il busto di Emmanouil Xanthos, vicino al Municipio. Fu istituito nel 1607 dal priore del Monastero di San Giovanni «Parthenios Pagkostas». Il monastero è dedicato a Cristo Salvatore e alla Madre Santissima.

La Chiesa di Panagia Diasozousa (Madonna SS. Liberatrice)

La Chiesa di Panagia Diasozousa (Madonna SS. Liberatrice)

Ancora oggi rimane sconosciuto l’anno esatto della costruzione di questo tempio sacro che però sembra essere stato fondato prima del 1500. Qui si trova l’icona miracolosa di Panagia Diasozousa. La tradizione di Patmos riporta che questa icona appartiene alle settanta icone di San Luca Evangelista.

Il Monastero Sacro dell’Annunziata

Il Monastero Sacro dell’Annunziata

Il monastero si trova nella regione sudorientale dell’isola, alle spalle di Chora ed è abitato da monache. Inizialmente, il monastero era una piccola cappella di romitaggio e questo sino a quando, nel 1613, il priore del monastero di San Giovanni, Nikiforos, ristrutturò la costruzione e la dedicò a Luca Evangelista. Nel 1937 il monaco Amfilochios Makris fece aggiungere nuovi elementi fondando così il monastero dell’Annunciazione. Il monastero ospita più di 40 monache che oltre che alla preghiera sono dedite anche all’impegno sociale, al giardinaggio, all’apicoltura e al ricamo bizantino con una tecnica chiamata «spitha» (=scintilla).

Battistero

Battistero

Vicino alla Chiesa di San Giovanni il Teologo, che si trova a Skala, nei pressi della spiaggia vicino al porto, sono visibili i resti di una costruzione che in epoca protocristiana fungeva da «battistero». La tradizione riporta che qui San Giovanni il Teologo battezzò gli abitanti dell’isola, ma un’altra teoria riferisce che il Santo stava in questo punto quando spedì negli abissi del mare lo stregone Kenepsis.

I mulini di Patmos o i mulini a vento di Chora

I mulini di Patmos o i mulini a vento di Chora

Due mulini a vento furono costruiti nel 1688 e il terzo nel 1863, ma nel 1950 furono abbandonati così come avvenne per la maggior parte dei mulini a vento in tutta Europa. Dopo la loro ristrutturazione, avvenuta per mano del banchiere e velista svizzero Charles Pictet, sincero amico di Patmos, nel 2012, i mulini oltre a poter essere visitati da un ampio pubblico, sono stati rimessi in funzione e per il momento riescono a produrre solo una piccola quantità di farina, ma la prospettiva è quella di aumentare la produzione. È possibile leggere ulteriori informazioni su questo progetto qui.

La casa padronale Simantiris (Chora, nel quartiere Neochorio)

La casa padronale Simantiris (Chora, nel quartiere Neochorio)

Si trova nel villaggio di Chora, nel quartiere Neochorio, vicino al Monastero di Zoodochos Pigi e si tratta di una casa padronale molto particolare, costruita nel 1625, ora è stata trasformata in museo di arte e cultura popolare e in monumento culturale. Vi si arriva girando per gli stretti vicoletti di Chora e in questa casa padronale molto ben tenuta, conservata da otto generazioni ormai, fa da guida la padrona di casa, Morfoula Simantiri che mostra con gentilezza i suoi preziosissimi ricami fatti a mano. Qui è possibile farsi un’idea della vita di Patmos dei secoli passati, in mezzo a questo arredamento, icone, fotografie, attrezzi e utensili tradizionali della vita quotidiana.

La casa padronale Nikolaidis

La casa padronale Nikolaidis

La casa padronale Nikolaidis, un edificio urbanistico costruito a scaglioni tra il XVII e il XVIII secolo, si trova nella zona nordorientale di Chora e si sviluppa su due piani. Conserva le caratteristiche morfologiche e costruttive che si ritrovano anche nelle altre case di Patmos, come per esempio i «mandomata» intagliati, cioè dei telai di pietra per segnare i vani di finestre e porte, ma anche altri elementi più particolari, come per esempio le finestre del piano rialzato entrambe bilobate in stile gotico. Uno degli elementi più impressionanti di questa casa padronale è il cosiddetto «ampataros», vale a dire un complesso elemento d’arredo in legno che aveva una doppia funzione, serviva come spazio per riporre oggetti ma fungeva anche da divisorio separando la «zona giorno» dalla «zona notte». In seguito al terremoto del 1956, la casa padronale rimase seriamente danneggiata e da allora si sono eseguiti interventi di grande importanza per poterne ripristinare l’assetto in modo che sia quanto più vicino possibile alla forma originale.

Eremitaggio Petra – La Roccia di «Kalikatsoù»

Eremitaggio Petra – La Roccia di «Kalikatsoù»

Nella regione sudorientale dell’isola si trova la «Roccia di Kalikatsoù», una parola, questa, che in molte isole sta ad indicare un tipo di cornacchia o di gazza ladra. Sono ben visibili le tracce della vita di asceti: posti levigati nella roccia con funzione di mensole, la bocca di un forno, il pozzo e una condotta dell’acqua. I ricercatori ritengono inoltre che si trattasse di un posto sacro, dedicato probabilmente ad Afrodite. La vista dalla sua cima è suggestiva, ma arrivarci potrebbe essere rischioso per via del percorso ripido e scivoloso: sarà necessario prestare molta attenzione nel salire e nello scendere.

Kastelli – Vecchia Acropoli

Kastelli – Vecchia Acropoli

I resti della vecchia acropoli si trovano sulle pendici dell’altura Kastelli, nella regione di Skala. Si salvano parti delle mura di fortificazione e tre torri (del III sec. a.C.). In questa zona si dice che si trovino anche i resti di un antico cimitero.I resti della vecchia acropoli si trovano sulle pendici dell’altura Kastelli, nella regione di Skala. Si salvano parti delle mura di fortificazione e tre torri (del III sec. a.C.). In questa zona si dice che si trovino anche i resti di un antico cimitero.

Chiesetta del Profeta Ilias

Chiesetta del Profeta Ilias

Si trova nella regione occidentale ed è il punto più alto dell’isola, a circa 269 metri s.l.m., offrendo così un paesaggio unico al visitatore. Inoltre, se il cielo è terso, è possibile distinguere le isole di Lipsi e di Leros. Vale la pena provare a risalire il sentiero che si imbocca a ovest di Chora per trovarsi in cima al momento del tramonto del sole: potrete godervi i colori malinconici del cielo che si specchiano nel mar Egeo.

Resti dell’Abitazione e monumento di Emmanouil Xanthos (1772-1852)

Resti dell’Abitazione e monumento di Emmanouil Xanthos (1772-1852)

Emmanouil Xanthos nacque a Patmos nel 1772 e fu uno dei primi a cominciare la «Scuola Patmiada» di Patmos. Fu membro fondatore della «Filikì Eteria» insieme a Athanasios Tsakalof e a Nikolaos Skoufas, nel 1814. Il busto, i resti della sua abitazione e il cenotafio in cui furono traslate le ossa si trovano a Chora, vicino alla piazza del Municipio.

Abitazione Stavrakas

Abitazione Stavrakas

L’abitazione Stavrakas fu costruita intorno al 1870-1880 nella regione nord di Chora, esattamente sotto le mura e vicino alla porta di accesso del Monastero di San Giovanni il Teologo. Si tratta di un classico esempio di abitazione tipica di Patmos del periodo neoclassico.

Koumarò

Koumarò

Il bellissimo boschetto «Koumarò» si trova sulla strada prima della regione di Lampi, questo è uno dei tre boschi di corbezzoli che si salvano ancora in Grecia.

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